aree fumatori

Di seguito cercheremo di descrivere, brevemente ed in maniera semplificata, il principio di funzionamento di una Caldaia a Fiamma Rovescia.

La legna, caricata nell'ampio vano, inizia a bruciare nella camera di combustione superiore. A questo punto la fiamma, grazie ad un aspiratore posto nella parte posteriore della caldaia, viene “risucchiata” nella camera di combustione inferiore dove, grazie alla particolare della geometria della camera di combustione, viene “spalmata” sulle superfici.

Questo consente quindi di avere una duplice combustione, una prima nella camera superiore ed una seconda nella camera inferiore, il che garantisce la quasi totale assenza di incombusti che si traduce in un notevole aumento del rendimento.

E' possibile quindi dividere idealmente il calore prodotto dalla duplice combustione in due aliquote, una prima diretta, che viene ceduta dalla fiamma viva che lambisce le pareti delle camere di combustione, ed una indiretta, che viene ceduta dai fumi che risultano essere i veri detentori del calore residuo. Per recuperare al massimo il calore “di scarto” della combustione, i fumi attraversano un percorso obbligato lungo il quale cedono calore alle superfici circostanti.

A questo punto l'acqua calda, contenuta in una intercapedine realizzata ad hoc in funzione della potenzialità richiesta, può essere inviata in circolo all'interno dell'impianto.

Discorso a parte merita invece la produzione di acqua sanitaria che viene ottenuta mediante una serpentina in rame alettato che è posta a “Bagno Maria” nella parte superiore della carena di combustione.

La posizione, la parte superiore è quella in cui notoriamente l'acqua calda si concentra, il materiale utilizzato, il rame ha un elevato coefficiente di scambio termico, e la particolare geometria, a spirale con tubi alettati, garantisce un apporto continuo di acqua calda fluente.